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sabato 17 novembre 2012

Memorie del sottosuolo




"Memorie del sottosuolo" è un romanzo breve che Dostoevskij scrisse nel 1864 e che viene considerato un "concentrato di Dostoevskij", in quanto contiene tutte le sue tematiche principali: il fallimento, il rapporto che l'uomo ha con sé stesso e con il resto dell'umanità, la redenzione, l'amor proprio.
Nella prima parte, intitolata "Il sottosuolo" (termine che precede quello che successivamente Freud chiamerà inconscio)Dostoevskij ci presenta il protagonista dell'intero romanzo che, attraverso un monologo, espone il suo ruolo all'interno della società. Egli è un impiegato inconcludente, solitario, non in grado di relazionarsi in modo proficuo con gli altri individui che reputa fondamentalmente stupidi, superficiali, indifferenti alla ricerca della causa prima dell'agire umano. Si autodefinisce un anti-eroe, un uomo malato, un uomo maligno, che non ha "saputo nemmeno diventare un insetto". E' un uomo sofferente ma consapevole della sua sofferenza. In questa prima parte del romanzo egli ci propone una forte critica al Positivismo ed alla ragione umana, sostenendo che l'uomo, in realtà, è governato da una forza che va oltre la ragione, il buon senso, l'utilità e che lo porta a comportarsi in modo subdolo e maligno. Contrappone dunque la volontà e la natura umana alla ragione ed alla razionalità.
La seconda parte del romanzo, intitolata "A proposito delle neve bagnata" presenta svariati aneddoti della vita quotidiana del protagonista che sottolineano, attraverso esperienze quotidiane, ciò che ci viene descritto nel Sottosuolo. E' in questa parte del romanzo che entra in scena Liza, unica figura femminile del romanzo.
Dostoevskij in "Memorie del sottosuolo" mostra tutta la sua genialità e la sua capacità di andare oltre la superficie degli eventi.
Consigliatissimo.
Quattro stelline
Edito Einaudi
Prezzo di copertina: 8,50 Euro
Pagine: 132

Link della mia libreria aNobii: http://www.anobii.com/0120fadec666e694e2/books

giovedì 8 novembre 2012

Le notti bianche


 Sessanta pagine di una dolcezza infinita e straziante.
"Le notti bianche" è un romanzo breve, ambientato nella Pietroburgo di metà Ottocento, che Dostoevskij scrisse durante la sua giovinezza, più precisamente nel 1948 (un anno prima di venire arrestato).
La trama si svolge in un arco temporale ben preciso e delineato: durante quattro notti il protagonista del racconto, un uomo solo che si definisce un sognatore e del quale non conosciamo il nome, incontra e conosce una donna, Nasten'ka, con la quale instaurerà un rapporto intenso. Tra i due giovani nasce fin da subito una forte complicità, si sentono compresi l'un l'altra e percepiscono i loro destini intrecciarsi. Notte dopo notte si conoscono e si apprezzano. Durante l'ultima di queste notti vi è il punto di svolta che caratterizza la vicenda e che dà origine all'ultimo capitolo del romanzo, intitolato "Il mattino", durante il quale il sognatore si ritrova a fare i conti con la realtà.
E' un romanzo di una dolcezza e di una bellezza disarmante, straziante e tremendamente intensa. Dostoevskij con "Le notti bianche" mi ha aperto in due, lasciandomi vulnerabile dinnanzi alle sue parole. Meraviglioso.
Quattro stelline e mezzo